Guggul: La sua proprietà ipocolesterolemizzante

La proprietà ipocolesterolemizzante del guggul: in cosa consiste
Un rimedio naturale come il guggul (Commiphora wightiil) sin da tempo antico viene impiegato dalla medicina ayurvedica per curare l’asma e l’otite. Recentemente la sua notorietà si deve alla capacità di migliorare disordini metabolici connessi con l’obesità e l’aterosclerosi, perché permette di ridurre i livelli plasmatici di colesterolo.
Più precisamente, nella gommoresina oleosa si concentra un principio attivo come il guggulsteroni, capace di normalizzare la produzione di ormoni steroidei. Questo contribuisce a rendere migliore il metabolismo basale grazie alla stimolazione della tiroide. Non è però del tutto chiaro come il guggul possa esercitare una riduzione del colesterolo nel sangue, anche se la teoria più accreditata è quella che sostiene la sua azione stimolante nei confronti della tiroide.
Questo tipo di oleoresina gommosa si estrae per incisione della corteccia della Commiphora mukul, un piccolo albero spinoso noto come albero della mirra, originario di alcune zone dell’India e del Pakistan (diffuso soprattutto in Rajastan, Gujarat e Maharushtra).
La proprietà ipocolesterolemizzante del guggul e la sua azione antisclerotica
In campo fitoterapico, il rimedio ayurvedico è disponibile sotto forma di polvere a cui si attribuisce una vantaggiosa proprietà ipocolesterolemizzante. Tale azione determina un significativo abbassamento del colesterolo cattivo a livello ematico. Per questo motivo, si consiglia di ricorrere al rimedio naturale in caso di colesterolemia alimentare, una condizione da imputare ad un regime alimentare caratterizzato da un eccessivo di grassi.
In particolare, la proprietà ipocolesterolemizzante del guggul è da attribuire al guggulipide, una sostanza capace di ridurre significativamente i valori del colesterolo totale, intervenendo sui livelli del colesterolo cattivo (LDL) e sul valore dei trigliceridi. Questo effetto positivo nei confronti del metabolismo dei lipidi si deve all’incremento del numero dei recettori per il colesterolo LDL, che si trovano sulla superficie delle cellule del fegato, con miglioramento del legame colesterolo-recettore. Come conseguenza, si registra un fisiologico meccanismo di eliminazione dei lipidi a livello ematico con degradazione degli stessi attraverso la bile.
Questa resina gommosa assicura un’azione antisclerotica che si esplica con l’arresto del processo di ossidazione delle LDL, a cui si deve la formazione di placche nelle arterie e l’indurimento delle pareti venose.
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