Pianta di falangio depurativa e benefica

Falangio pianta depurativa: assorbe le sostanze nocive

La pianta di falangio (Chlorophytum comosum), noto anche con i nomi nastrino e spider plant, per la sua forma a ragno con foglie lunghe verdi con fascia bianca che sparano in tutte le direzioni, si è diffusa nel mondo come pianta ornamentale dalla preziosa azione depurativa. La pianta, originaria delle foreste tropicali dell’Africa del Sud, deve la sua fama ad una sua specifica qualità naturale: purifica l’aria eliminando sostanze nocive dagli ambienti domestici e da quelli chiusi.

Accogliere in casa una pianta di falangio dunque favorisce l’eliminazione di sostanze nocive che tendono ad annidarsi all’interno delle mura domestiche. Il falangio è in grado di assorbire le sostanze tossiche e nocive bloccandone la propagazione di componenti che potrebbero causare lo sviluppo di patologie più o meno preoccupanti per la salute dell’uomo (problemi respiratori e cancro). Si fa riferimento principalmente a sostanze non tollerate dall’organismo quali: monossido di carbonio, benzene, xilene, formaldeide.

Falangio pianta depurativa che rimuove il monossido di carbonio

La capacità del falangio di bloccare queste sostanze trova anche conferma scientifica: un autorevole studio condotto dalla NASA ha assegnato alla pianta di origine tropicale il titolo di una delle migliori piante dall’azione depurante.

Articoli Correlati

In base a quanto rivelato da questo studio, il falangio è in grado di rimuovere dagli ambienti chiusi delle pericolose sostanze, prime tra tutte il monossido di carbonio e lo xilene. Ad avvalorare questa scoperta vanno poi segnalate le conclusioni alle quali è giunto un altro studio svolto dalla State University di New York.

Tra le sostanze tossiche che si possono trovare più frequentemente nelle nostre abitazioni, anche se in piccole quantità, va segnalato il monossido di carbonio, un gas velenoso che viene prodotto dalla combustione di diversi materiali e risulta decisamente ostico per l’uomo perché è inodore e non ha alcun sapore.

Questo tipo di gas può accumularsi in un ambiente chiuso dopo un processo di combustione di tabacco, metano, benzina e carbone; in particolare il monossido di carbonio viene sprigionato dalle stufe per il riscaldamento e dalle cucine a gas.

Anche se si respirano accidentalmente delle piccole quantità del gas possono sorgere dei sintomi dovuti al ridotto apporto di ossigeno al nostro organismo, questo perché il monossido di carbonio ha affinità con l’emoglobina del sangue e tende a sottrarre l’ossigeno di cui abbiamo bisogno per sopravvivere.

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *